MusicInTouch 08

Manifestazioni di ricerca dell’attività

Cagliari 14, 15 e 16 Dicembre, Chiesa di Santa Maria del Monte, via Corte d’Appello

Domenica 14 ore 20

Ambienti Sonori Installazione in multidiffusione a cura di Roberto

Musanti, Mauro Mulas, Donald Scalas, Stefano Casta e Nicola Cogliolo (In collaborazione con la classe di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio Statale di Musica di Cagliari)

Allestimento visivo a cura di Manuel Carreras e Marcello Cualbu

ore 21

Tête à tête

Francesco Ciminiello, percussioni Nicola Locci, dispositivi elettronici

Lunedì 15 ore 20 Ambienti Sonori Installazione in multidiffusione a cura di Roberto Musanti, Mauro Mulas, Donald Scalas, Stefano Casta e Nicola Cogliolo (In collaborazione con la classe di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio Statale di Musica di Cagliari) Allestimento visivo a cura di Manuel Carreras e Marcello Cualbu

ore 21

Aisthesis

Ensemble Experimento Performance per due arpe (un esecutore),

corde di dacron, elettronica, moog, theremin. A cura di Dario Piludu, Mauro Mulas e Franco Torriani

Martedì 16 ore 20 Ambienti Sonori Installazione in multidiffusione a cura di Roberto Musanti, Mauro Mulas, Donald Scalas, Stefano Casta e Nicola Cogliolo (In collaborazione con la classe di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio Statale di Musica di Cagliari) Allestimento visivo a cura di Manuel Carreras e Marcello Cualbu

ore 21

Interferenze audio/Video a cura di Manuel Carreras, Stefano Casta, Danilo Casti, Nicola Cogliolo, Marcello Cualbu, Donald Scalas, Enrico Sesselego

Domenica 14 ore 20

AMBIENTI SONORI

Installazione in multidiffusione a cura di Roberto Musanti, Mauro Mulas, Donald Scalas, Stefano Casta, Nicola Cogliolo Allestimento visivo a cura di Manuel Carreras e Marcello Cualbu

Attraverso questa installazione in multidiffusione, il pubblico viene invitato ad immergersi profondamente in un particolarissimo tipo di paesaggio o ambiente sonoro, dai contorni rarefatti e immateriali, e dalla natura molteplice e plurale. Esso è intessuto unicamente di suoni e sembra immediatamente far riferimento a quella geografia di luoghi reali normalmente esperiti da ognuno di noi durante la propria esistenza. Ma ci si rende conto subito che spesso si tratta piuttosto di un viaggio, che ha a che fare con un paesaggio inte- riore, con una geografia dell’anima. I territori ed i luoghi di questo viaggio, perché anche di viaggio si tratta, sembrano talvolta con- cretizzarsi in esperienze vissute, vivide, concrete e talora in simbo- li enigmatici, segni sconosciuti. Così come il filosofo Giovanni Piana descrive i suoni elettronici come suoni senza mondo, così qui si ha in alcuni momenti la sensazione di avere a che fare con ambienti, luoghi, paesaggi e geografie senza mondo. Se i suoni senza mondo si contrappongono ai suoni del mondo, cioè a tutti quei suoni che sembrano provenire da quella stessa origine, matrice e fisica ele- mentare che da sempre ha sperimentato il nostro orecchio, allora queste geografie sembrano spesso senza mondo, immateriali e si contrappongono a quelle geografie reali fatte di voci, di alberi, di strade, di città, di animali, di macchine, di vento. Insomma, pae- saggi in cui lo sguardo fa un passo indietro, per un po’ smette la sua abitudine ad afferrare le cose del mondo con quella peculiarità tutta tattile, illuminandole, accecandole per comprenderle e decifrarle del tutto, sovraesponendole massimamente. Come scrive Jacques Derrida, la storia del pensiero, e dunque dello sguardo, sembra una storia fatta di luce…una “fotologia”. Ma è proprio quando si at- tenua questa luce diurna, come ci insegna Marìa Zambrano, e si è immersi in una luce aurorale intessuta di ombre, si può scoprire la fattura dinamica del mondo, la sua vocazione originaria. In questo scenario di risonante interiorizzazione forse l’ascolto può ancora insegnare qualcosa allo sguardo. (In collaborazione con la classe di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio Statale di Musica di Cagliari)

Roberto Musanti è diplomato in Musica Elettronica e in Musica e nuove tecnologie presso il Conservatorio “G.P. Da Palestrina” di Cagliari ed ha collaborato con diversi musicisti, tra i quali ricordiamo Elio Martusciello, Sergi Jorda e Z’ev. Il suo brano Timeshift ha l’intenzio- ne di comunicare, in maniera illusoria, la possibilità di padroneggiare il tempo e lo spazio mediante l’uso delle tecnologie digitali. In realtà, l’impiego di queste ultime (sempre più autoreferenziali) permette semplicemente di giocare con una realtà virtuale (generata da loro stesse), slegata dal tangibile umano del quale, tali tecnologie, non hanno neppure la possibilità di controllarne la dimensione spaziale e temporale.

Mauro Mulas ha conseguito la Laurea di Primo e di Secondo Livello in Musica e Nuove Tecnologie, sotto la guida del M° Elio Martusciello e il Diploma di Compimento inferiore di composizione, nella classe del M° Franco Oppo, presso il Conservatorio “G.P. Da Palestrina” di Cagliari. Acque è un vero e proprio paesaggio acquatico, espresso attraverso i suoni del- l’acqua qui estrapolati da ambienti diversi: dalle gocce d’acqua e piccoli rigagnoli delle sor- genti ai gorgoglii delle tubature domestiche, ruscelli, cascate e onde del mare sulla spiaggia. Inoltre, l’elaborazione elettronica del timbro di questi suoni crea qui una certa continuità e omogeneità e l’impiego della multidiffusione permette, al compositore, di avvicinarsi all’idea di documentario sonoro (concetto del compositore americano Michael Northam) ossia alla ricreazione di un ambiente sonoro preciso (nel nostro caso un paesaggio acquatico) del quale si possano percepire, mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie, tutte le emissioni acustiche, anche quelle marginali e solitamente meno udibili.

Donald Scalas frequentando il Conservatorio “G.P. Da Palestrina” di Cagliari, ha composto brani elettroacustici e ha consolidato la sua attitudine all’uso di software e hardware. Fa’ parte dell’organizzazione Basstationcrew attraverso la quale propone un sound dal concetto industriale. Object x è un brano appositamente creato per un’esecuzione su diversi diffusori. L’idea generatrice è quella di mescolare ed amalgamare diverse forme, tra le quali quella concreta e quella sintetica. In particolare, la prima si fonda con oggetti della seconda ope- rando quindi una risintesi in cui il rapporto uomo – tecnologia viene inserito in un contesto contrastante ed allo stesso tempo naturale dove, la consapevolezza di certi meccanismi techno – logici, permette all’essere umano di non venirne soprafatto.

Stefano Casta Attualmente lavora come produttore discografico e come autore di musiche per il teatro, la radio, la televisione e il cinema. È iscritto presso la facoltà di Musiche e Nuove Tecnologie al Conservatorio “G.P. Da Palestrina” di Cagliari. J’Attend è una sonorizzazione multicanale di tipo minimalista in cui l’influenza che ogni oggetto sonoro (caratterizzato dal legame fra le peculiarità timbriche – gestuali e la direzione – proiezione) ha sugli altri dà luogo ad un vero e proprio campo sonoro dinamico, in continuo movimento. Inoltre questi stessi oggetti, poiché provenienti da fonti spazialmente differenti, permettono un’esperienza d’ascolto a 360°.

Nicola Cogliolo è diplomato in Musica e nuove tecnologie ed attualmente sta concludendo il corso di Laurea in Musica Elettronica presso il Conservatorio “G.P. Da Palestrina” di Cagliari, sotto la guida del M° Elio Martusciello. In Agorà semplici registrazioni di ambienti, esterni ed interni, perdono progressivamente la loro connotazione “naturale” attraverso manipolazioni successive. Gli oggetti sonori così ottenuti, provenienti da fonti collocate in diversi punti dello spazio, si fondono dando origine ad un nuovo, unico ed artificiale ambiente.

Manuel Carreras Nato a Cagliari nel 1982, attualmente si occupa di video e sistemi interat- tivi. Attivo in diversi progetti, collabora con performers, musicisti, video artisti, alla costante ricerca di nuove relazioni tra movimento, suono e immagine, le sue performance nascono dall’unione tra programmazione, arte digitale, produzioni, manipolazioni video e generazio- ne in tempo reale.Collaborazioni/progetti: InStruMental (Ooffouro, Signal Festival), In.Stan. T (Ooffouro), oXA (Exagonal+o00o), Sophien Strasse (Spaziodanza, TiConZero) Festival/ rassegne:FestivalIpercorpo (Forlì), Audiovisiva(Milano),LivePerformersMeeting(Roma), KultuuritehasseFestival(Tallinn),AutunnoDanza(Cagliari),SignalFestival (Cagliari).

Marcello Cualbu comincia a lavorare nell’ambito dell’editing audiovisivo nel 2003, quando fonda la netlabel signorafranca. L’anno dopo si laurea in scienze politiche e inizia un nuovo percorso. Nel 2005 fonda a Roma Quit, un magazine su dvd che ruota intorno alle realtà artistiche della capitale, intanto continua la sua produzione che si concentra da prima sulle interazioni live tra audio e video per poi passare a una maggiore attenzione nei confronti degli allestimenti e la creazione di ambienti visivi. Negli ultimi anni ha lavorato con diversi ensemble e ha portato i suoi lavori in numerosi festival nazionali e internazionali.

ore 21

Tête à tête

Francesco Ciminiello, percussioniNi- cola Locci, dispositivi elettronici

Un percussionista acustico con i suoni generati dai suoi gesti e un percussionista virtuale ambient, drill & glitch che costruisce i propri strumenti e il proprio suonare con gesti invisibili. I percussionisti si trovano in un Tête à tête a scambiarsi suoni, ritmi e gesti, fram- menti sonori e sguardi, l’uno inserendosi nel suonare dell’altro fino ad ottenere un contatto sonoro ibrido, mascherato, altro, come per mostrarci che la macchina altro non è che un prolungamento del corpo o ancora per mostrarci la violazione che essa esercita sul corpo.

Francesco Ciminiello, nato a Elmas (CAGLIARI) nel 1977, ha iniziato i suoi studi musicali presso l’Ass. Culturale Musicali “E.Porrino” di Elmas. Ha poi proseguito i suoi studi musicali al Conservatorio “P.da Palestrina” di Cagliari dove si è diplomato con il massimo dei voti sotto la guida del M° P. Strinna. Nel 2001 ha frequentato il corso di perfezionamento trien- nale in strumenti a percussione al “Conservatoire National de Region di Rueil-Malmaison a Parigi, dove ha studiato con i Maestri Gaston Silvestre e Francois Bedel. Qui ha ottenuto la “medaglia d’oro” e il “primier prix” come percussionista solista. Ha partecipato ai corsi di perfezionamento del M° Peter Erskine, Mike Queen, David Cossin, Steven Schick, Francoi- se Rivalland e Peter Saddlo e in qualità di assistente ai master class di Gaston Silvestre e Francois Bedel. In qualità di percussionista ha collaborato con la Fondazione del Teatro Lirico di Cagliari, cooperativa teatro e/o musica di Sassari. Svolge un’intensa attività concertistica solistica e d’insieme per strumenti a percussione, quest’ultima con i “Modular Ansamble” dove ha partecipato ai primi due Festival Internazionali per Percussioni e ai festival “Musica sulle bocche”e al “Signal Festival”. Attualmente insegna Percussioni presso il Conservatorio Statale di Musica di Cagliari.

EXAGONAL (aka Nicola Locci) è una continua ricerca sonora che si concretizza in maniera tangibile in una idea acustica originale tramite l’uso di Laptop, Synth, MIDI Controller e lo sviluppo di software proprietario. Un viaggio che parte da tessuti ambient sino a ritmiche drill & glitch, il tutto amalgamato dall’inevitabile melodia. Recentemente la collaborazione con VJ o00o ha dato vita a “oXA” , progetto in cui le musiche di EXAGONAL sono affiancate agli stimoli video.

Lunedì 15 ore 20

Installazione in multidiffusione a cura di Roberto Musanti, Mauro Mulas, Donald Scalas, Stefano Casta, Nicola Co- gliolo Allestimento visivo a cura di Manuel Carreras e Marcello Cualbu

ore 21

Aisthesis Ensemble Experimento

Dario Piludu, Arpa elettroacustica Camac, Arpa acustica amplificata, corde di dacron, elettronica e dispo- sitivi elettronici

Mauro Mulas, Elettronica, moog, theremin e di- spositivi Elettronici

Franco Torriani, Video (Video di Ennio Ber- trand, Raffaella Rivi, Dario Neira)

Lo strumento, l’arpa, è particolarmente versatile ai cambi di armonia. Con una composizione e un’esecuzione che rivela- no un’attenzione panoramica verso più epoche e espressioni musicali, Dario Piludu ripercorre generi e pagine tanto della musica per arpa, che di quella campionata da fonti diverse. Il suo non è solo un confronto, peraltro articolato e attento in termini di estetica sperimentale e polifonica, ma è sovente l’occasione di un incontro interdisciplinare con altre pratiche artistiche. La musica, del resto, come scrive Emanuele Quinz “…si è sempre nutrita di convergenze e connivenze con altre discipline culturali…” e, in questi ultimi decenni ormai, si è entrati in una profonda permeabilità degli orizzonti. Raffinato e talvolta radicale strumentista, Dario Piludu è particolarmen- te sensibile alla “melodia come paesaggio sonoro” e a quelle strategie che, per dirla con Quinz, spaziano dal classicismo al moderno. Piludu, nei suoi concerti, spesso si accompagna a voci soliste e a un’elaborazione elettronica dal vivo. Nell’En- semble Experimento convivono raffinati musicisti che elabo- rano nella sperimentazione del C.S.S.R percorsi di analisi e creazioni dal vivo e di partiture appositamente commissiona- te; nella performance del sito della Chiesa di Santa Maria del Monte, viene elaborato un processo sperimentale per due arpe ed un esecutore con la collaborazione di Mauro Mulas, (la sua vita è il suono) elettronico attento alle sensazioni ed al pulsare del tempo e della materia, insieme costruiscono ed estrag- gono dai materialisonori sogni e turbamenti. Pratica e ricerca sono qui fondate su un campionamento continuo di segmenti e fraseggi (talvolta improvvisati), con un confronto sottile fra l’elettronica classica e quella sperimentale. Il dialogo fra musi- ca e immagini, che avviene con alcune opere di video-artisti, oltre all’ispirazione e al confronto in tempo reale, apre a una esperienza creativa e percettiva che, dagli esecutori, si allarga al pubblico. La musica come processo (Steve Reich) pervade l’ambiente, lo modifica, ne compie una sorta di estetizzazione, se per estetica si assume la radice etimologica di “sensazione” (aisthesis). L’estetica a più voci (Quinz), quella sperimentale, polifonica, interagisce con quella che esprimono, nel loro in- sieme di immagini e sonoro, la drammaturgia videoteatrale di una videoautrice come Raffalella Rivi, la ritrosia che emana dalle opere di un artista inter-mediale quale Ennio Bertrand, l’inerme e provvisoria condizione umana dei video-viaggi nel corpo di Dario Neira. Oltre a un concerto dai tratti multimodali, Piludu presenta una mappatura di luoghi e di tempi, di tempo pulsato e di tempo non-pulsato, per usare una definizione il- lustre risalente a due filosofi, Deleuze e Guattari. E’ il Deleuze del Ritornello che non si riproduce come un albero, ma “…vive in un tempo fluttuante, sospeso, procede per variazione, espa- sione, conquista, cattura, processo…” . Insomma, è la lezione sonora intesa anche come appropriazione di un territorio. (Franco Torriani)

Alcuneriflessioniecitazionidiquestoscrittosonotratteda MilleSuoni,unlibroacuradiEmanueleQuinzeRobertoPaci Dalò (2007). Il titolo, Mille Suoni, riprende quello di un libro che, nel 1980, scrollò l’ambiente filosofico europeo, specie quello gravitante su Parigi, Mille Plateux di Deleuze e Guattari. Per saperne di più, vedi il testo su Mille Suoni e l’intervista ad Emanuele Quinz su www.Noemalab.org.

Martedì 16 ore 20

Installazione in multidiffusione a cura di Roberto Musanti, Mauro Mulas, Donald Scalas, Stefano Casta, Nicola Co- gliolo Allestimento visivo a cura di Manuel Carreras e Marcello Cualbu

ore 21 Kaleidoscope

Interferenze audio/Video a cura di Manuel Carreras, Stefano Casta, Danilo Casti, Nicola Cogliolo, Marcello Cualbu, Donald Scalas, Enrico Sesselego.

Tecnologie in tutte le sue versioni, dalle più obsolete a quelle più avveniristiche, tecnologie che sembrano aver cancellato la necessità di rappresentare in qualche modo una realtà, di co- municare e ancora di conoscere e apprendere. Le loro sirene suonano forti e chiare emanando un fascino quasi irresistibile. In questa complessa rete qualcosa si muove soprattutto nei pensieri di chi è capace di intercettarne e leggerne i complessi formulari. Kaleidoscope cerca un contatto con questi pensieri non alla ricerca di qualcosa di unitario, che compatti, che le- ghi gli individui ma alla ricerca del plurale, del decentrato, del frammentario fra musicisti dell’area colta e della club culture locale, Dj e videoperformer per ritrovarsi con una videomusica conflittuale.

Manuel Carreras Nato a Cagliari nel 1982, attualmente si occupa di video e sistemi interattivi. Attivo in diversi progetti, collabora con performers, musicisti, video artisti, alla costante ricerca di nuove relazioni tra movimento, suono e immagine, le sue performance nascono dall’unione tra programmazione, arte digitale, produzioni, manipolazioni video e generazione in tempo reale.Collaborazioni/progetti: InStruMental (Ooffouro, Signal Festival), In.Stan.T (Ooffouro), oXA (Exagonal+o00o), Sophien Strasse (Spaziodanza, TiConZero) Festival/rassegne: Festival Ipercorpo (Forlì), Audiovisiva (Milano), Live Performers Meeting (Roma), Kultuuritehasse Festival(Tallinn),AutunnoDanza(Cagliari),SignalFestival (Cagliari).

Stefano Casta Attualmente lavora come produttore discografico e come autore di musiche per il teatro, la radio, la televisione e il cinema. È iscritto presso la facoltà di Musiche e Nuove Tecnologie al Conservatorio “G.P. Da Palestrina” di Cagliari. J’Attend è una sonorizzazione multicanale di tipo minimalista in cui l’influenza che ogni oggetto sonoro (caratterizzato dal legame fra le peculiarità timbriche – gestuali e la direzione – proiezione) ha sugli altri dà luogo ad un vero e proprio campo sonoro dinamico, in continuo movimento. Inoltre questi stessi oggetti, poiché provenienti da fonti spazialmente differenti, permettono un’esperienza d’ascolto a 360°.

Danilo Casti nato nel 1979, musicista, lavora stabilmente con la compagnia OOFF.OURO dal 2000. Ha partecipato a diversi festival, tra cui AUDIO ART 2004 – Cracovia, Crisalide – For- li, Contemporanea 2005- Prato, Santarcangelo international festival of the arts 2007, Signal 2007-Cagliari. Ha collaborato con diversi artisti in diversi ambiti. Si occupa principalmente di live electronics e di ricerca sulle modalità di interazione tra corpo e suono.

Nicola Cogliolo è diplomato in Musica e nuove tecnologie ed attualmente sta concludendo il corso di Laurea in Musica Elettronica presso il Conservatorio “G.P. Da Palestrina” di Cagliari, sotto la guida del M° Elio Martusciello. In Agorà semplici registrazioni di ambienti, esterni ed interni, perdono progressivamente la loro connotazione “naturale” attraverso manipolazioni successive. Gli oggetti sonori così ottenuti, provenienti da fonti collocate in diversi punti dello spazio, si fondono dando origine ad un nuovo, unico ed artificiale ambiente.

Marcello Cualbu comincia a lavorare nell’ambito dell’editing audiovisivo nel 2003, quando fon- da la netlabel signorafranca. L’anno dopo si laurea in scienze politiche e inizia un nuovo percor- so. Nel 2005 fonda a Roma Quit, un magazine su dvd che ruota intorno alle realtà artistiche della capitale, intanto continua la sua produzione che si concentra da prima sulle interazioni live tra audio e video per poi passare a una maggiore attenzione nei confronti degli allestimenti e la creazione di ambienti visivi. Negli ultimi anni ha lavorato con diversi ensemble e ha portato i suoi lavori in numerosi festival nazionali e internazionali.

Donald Scalas frequentando il Conservatorio “G.P. Da Palestrina” di Cagliari, ha composto brani elettroacustici e ha consolidato la sua attitudine all’uso di software e hardware. Fa’ parte dell’organizzazione Basstationcrew attraverso la quale propone un sound dal concetto indu- striale. Object x è un brano appositamente creato per un’esecuzione su diversi diffusori. L’idea generatrice è quella di mescolare ed amalgamare diverse forme, tra le quali quella concreta e quella sintetica. In particolare, la prima si fonda con oggetti della seconda operando quindi una risintesi in cui il rapporto uomo – tecnologia viene inserito in un contesto contrastante ed allo stesso tempo naturale dove, la consapevolezza di certi meccanismi techno – logici, permette all’essere umano di non venirne soprafatto.

Enrico Sesselego Dopo aver conseguito i masters con Honors in Chitarra Contemporanea e Recording Engineering presso il Musicians Institute di Hollywood (1999-2002), Enrico ha lavora nell’area di Los Angeles come recording engineering per musicisti del calibro di Steve Vai, Paul Gilbert, Vinnie Appice, Steve Lukather -per citarne alcuni- e come assistente per alcuni dei piu’ importanti studio engineers come Ken Allardyce, Jeff Peters ed il ‘mostro sacro’ degli studi di registrazione Eddie Kramer. Parallelamente Enrico lavora al Musicians Institute -e dove tuttora e’ uno Staff member-, ed ha lavorato presso la scuola SAE di Nashville come istruttore di registrazione analogica multitraccia, teoria della console e piattaforme digitali (DAW). Ad oggi Enrico, non solo lavora sia in studio che come musicista, ma anche grazie ai suoi master in Music Business e Video Production, svolge un’intensa attivita’ seminaristica, di consulting e di insegnamento a livelli professionali. I suoi crediti ufficiali ammontano ad una trentina tra CD, DVD ed instructional books.

10 Comments

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  3. Patent is anti-competition. It does not provide a healthy competitive environment rather gives monopoly to the so-called innovator, whose innovativeness is always a debatable question.India should look into amending (rather customizing) its IPR laws to safeguard the interests of its people, specifically the farmers who are paying high price for the hybrid-seeds to the company like Dow.

  4. Schilling’s era was much more offensive-oriented than Hershiser’s. His Arizona years were incredible. Schilling blows him away in Ks, WHIP and ERA+. And I don’t think it’s very reasonable (or realistic) to expect the voters to completely ignore postseason performance. Besides, Schilling is a far, far more deserving candidate than Mazeroski, who should not be in under an circumstances. Puckett is arguable. I suppose an argument can be made for Hershiser. But Schilling, like some others, is a special case because of how dominant he was at his peak. That’s a qualification for induction, as far as I’m concerned.

  5. se ve que no leíste el articulo, NO se puede ANULAR una elección por pocos votos, si uno solo vota, ese es el ganador… carajo, cuando comenten acuérdense de leer el articulo y asegurarse que el cerebro esta conectado.por cierto, mi candidato no gano aunque ere VERDE y un hijo de la chingada, HULK no obtuvo suficientes votos

  6. “good morning” then grabbed her handbag and ran offHe is described as being aged around 25 years old thin 5ft 6in tall with short dark brown hair and a local accentAt the time he was wearing a dark – possibly grey – short-sleeved top and trousers that were of a similar colour

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