MusicInTouch 07

cagliari 2007

novembre sala ExMà Cripta di San Domenico, ore 21

dicembre Cripta di San Domenico, ore 21

sabato 24, ore 17 – domenica 25 novembre, ore 10, Sala ExMa

Poetry Machine, Generatore di poesie Seminario a cura di riccardo dapelo

Lunedì 10 dicembre

acirne/margherita zanardi/mezmeric Memory

roberto musanti/roberto zanata Jet lag

Martedì 11 dicembre

manuel carreras/danilo casti IN.STAN.T

alessandro olla/signorafranca Invisible Lands

Giovedì 13 dicembre 13

sara aresu silver_scream

simona bandino/barbara crisponi/roberto pellegrini Prospettive

ivana busu/filippo lai/roberto pellegrini Silenzio, si gira

sabato 24, ore 17 – domenica 25 novembre, ore 10, Sala ExMà
Poetry Machine, Generatore di poesie

Seminario a cura di Riccardo Dapelo.

Nato a Genova nel 1962, dopo la maturità classi- ca si è diplomato in Pianoforte (V.Favaloro) ed in Composizione (F.Ermirio) presso il Conservatorio della sua città. Successivamente si è perfezionato con G. Agosti (pianoforte) e con D. De Rosa (musica da camera), dedicandosi in seguito esclusivamente alla composizione e occupandosi dal 92 di informatica musicale. Ha frequentato i corsi di Composizione di G. Manzoni alla Scuola di Musica di Fiesole e di Musica Elettronica di A. Vidolin al Conservatorio di Venezia, diplomandosi con lode. Sue composizioni sono eseguite in Italia ed all’estero (Germania, Olanda, Grecia, Francia, Svezia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Cuba, Brasile, Argentina, Stati Uniti) e trasmesse per radio e televisione (Italia, Olanda, Germania).Vincitore nel 94 del primo premio assoluto al concorso internazionale “Brandenburgische Sommerkonzerte” di Berlino, è stato selezionato anche nei Concorsi internazionali “Porrino” di Cagliari, “ L.Russolo (Varese)”, e nel concorso di Musica Elettroacustica di Bourges. I suoi lavori sono orientati sia sull’interazione tra strumenti ed elaborazione elet- tronica dal vivo sia sull’elaborazione della voce umana e della parola poetica (con particolare attenzione alle opere di G. Caproni ed E. Sanguineti), sia sulla ricerca di tecnologie e forme di inte(g)razione di diversi mezzi espressivi (danza, video arte, teatro). Dal 1995 fa parte dello staff esterno di INFOMUS LAB del D.I.S.T. dell’Università di Genova. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni sul trattamento, l’elaborazione, la sintesi e l’analisi della voce umana, sullo sviluppo musicale di emozioni artificiali, sulla spazializzazione e sulla filosofia dell’arte. Dal 1999 collabora con lo scultore Pinuccio Sciola in progetti internazionali di installazioni dell’arte interattive, in varie situazioni espositive (Torino, Frankfurt, La Habana, Hannover Expo 2000). Realizza anche installazioni sonore permanenti per spazi museali ed espositivi (tra le più significative, in collaborazione con l’Infomus Lab del DIST): Città dei bambini (Porto Antico -Genova), Giochi mu- sicali interattivi permanenti, Acquario di Genova, Sound design ed installazione, Padiglione del Mare, Genova, Sound design ed installazione sonora interattiva, Museo del Mare(2004), Genova. Negli ultimi anni si occupa di interazione tra gesto, suono e immagini tramite tecnologie interattive ed ha iniziato dal 2001 una serie di lavori che contengono immagini sintetizzate digitalmente. Ha inciso diversi lavori su CD (SAM records, Rivo Alto, Ars Publica) e le sue composizioni sono edite da Ars Publica. Svolge una intensa attività seminariale in Conservatori ed altre Istituzioni incentrata sull’applicazione di nuove tecnologie alla creazione artistica e sulla integrazione di mezzi e forme espressive di- verse. Ha insegnato nei Conservatori di Genova, La Spezia, Cagliari; è titolare della cattedra di Composizione al Conservatorio di Sassari, dove insegna anche nel corso di Musica e Nuove Tecnologie. Dal 2006 partecipa alla docenza nel corso di Musica e Nuove Tecno- logie al Conservatorio Paganini di Genova.

Lunedì 10 dicembre Cripta di San Domenico, ore 21
acirne/margherita zanardi/mezmeric Memory roberto musanti/roberto zanata Jet lag
Memory
Viaggio all’interno della memoria percettiva attraverso contenuti audio-video

video : acirne

fotografia : margherita zanardi
audio : mezmeric

La memoria percettiva è un fattore essenziale della percezione. Essa permette di fare collegamenti tra lo stimolo ricevuto e le esperienze del passato. Tutto il materiale usato è basato su un’ oggetto di uso quotidiano. In questo progetto vogliamo far interagire riprese audio di un dato ambiente con video e immagini dello stesso.
Jet lag
Un tempo tutto era cosi chiaro, le cose apparivano inequi- vocabili nella propria rappresentazione. Le sagome erano definite, i colori netti, sembrava che ogni cosa avesse la propria precisa collocazione, immutabile, come se una mano sapiente la avesse collocata al proprio posto, na- turalmente, in un tempo remoto, per l’eternità. Poi un giorno le cose hanno cominciato a cambiare, ciò che prima sembrava netto, preciso, ha cominciato ad assumere contorni più sfumati, sfuggenti, non identificabili; i colori diven- tavano indefiniti fino a trasformarsi l’uno nell’altro, in un calei- doscopio per niente rassicurante.
Le percezioni, forse nell’estremo tentativo di adeguarsi a questo nuovo stato, cominciavano a fare cilecca e non erano più rassicuranti.
E dove l’elaborazione provava a sopperire a questa deficienza del sentire, il rimedio era peggio del male. Le immagini si sovrapponevano, questa rimandava a quel- la che a sua volta rimandava ad un’altra, per perdersi, infine, in un tutto/niente. Era il Caos ! Ancora oggi è così, tanto che quasi ci si fa l’abitudine, tanto che quasi sembra che vada bene così.
Ma poi il ricordo ritorna al prima, a come era prima, al paradiso perduto per sempre ?

roberto musanti, nato a Cagliari nel 1964, docente e musicista elettronico, diplomato in Musica Elettronica e in Musica e Nuove Tecnologie al conservatorio di Cagliari, prevalentemente autodidatta, si occupa di computer music dai primi anni ottan- ta come studioso e compositore. Negli ultimi anni ha collaborato con vari musicisti tra i quali: Sergi Jorda, Elio Martusciello (“DA”), Z’ev. Principali lavori: “Urto anelastico”, “TecnoKaos”, Teatro Akroama (Monserrato, 1986-87); “Il Sogno di Weimar”, Teatro Comunale(Cagliari, 1987);“Kyklos”,CriptaS.Restituta(Caglia- ri,1988); “AssenzaIngiustificata”, GalleriaIntergrafica(Cagliari, 1990); “L’Ultimo nastro di Krapp”, TeatroPalazzo D’Inverno(Ca- gliari, 1996); Selezione, al 18° concorso internazionale di musica elettroacustica“L.Russolo”(1996);“PaganMuzak”, GalleriaOpe- ra Nuda (Amsterdam, 1999); Concerto, progetto, coordinamento e docenza Festival “Microonde” – E.R.S.U. (Cagliari, 1999, 2000); Pubblicazione del disco “Deep Engine” – Small Voices Edition (2003); Partecipazione e consulenza artistica e organizzativa al Festival “Kontakte” – Exmà / Chiesa S. Chiara (Cagliari, 2001/2/3/4/5); Festival “Evenienze – Konsequenz” (Napoli, 2004); “Postales sono- res d’Italia” Festival “Zeppelin”, in collaborazione con CEMAT – Progetto SONORA, CCCB (Barcellona, 2004); Festival “Musica Viva” – concerto CIME – Teatro “Aberto” (Lisbona, 2004); Festival “Electronicittà” (Marsiglia, 2005); “Digital Lutherie impro- visation” e direzione Festival “Music in Touch” – ExMà (Cagliari, 2005); Concerto del decennale CEMAT – Goethe Institut (Roma, 2006); “_timeshift”, Festival “Music in Touch” – Cripta S. Domenico (Cagliari, 2006). (www.paganmuzak.com)

roberto zanata. Compositore, musicista e studioso di musica elettroacutsti- ca e elettronica. Attivo dalla seconda metà degli anni Novanta ha realizzato in Italia e all’estero con diversi lavori teatrali, musica da camera, computer music, arte elet- tronica e collaborazioni multimediali. Laureato in Filosofia, dal 2002 è membro della Societa’ Italiana d’Estetica. Ha partecipato nel 1996 agli Internationale Ferienkurse fur Neue Musik di Darmstadt dove ha studiato tra gli altri con K.Stockhausen e M.Spalinger. Nel 1997 è stato compositore ospite alla Biennale di Musica Contemporanea di Zagabria. Ha partecipato nel 1999 a Szombathely (Ungheria) ai Seminari di composi- zione organizzati in occasione dell’Internazionale Bartok Festival dove ha studiato con M.Jarrell e M.Stroppa. Una sua composizione è stata selezionata e eseguita durante lo svolgimento del Festival: “Cablogramma” per violoncello e elettronica (quest’ultima realizzata con tecniche di sintesi del suono elaborate con il software Csound). Ha partecipato nel 1999 come compositore al Festival Internazionale di Musi- ca Contemporanea di Pola (Croazia). Ha partecipatocome compositore e contribuito a promuovere l’organizzazione nel 2000 di un seminario tenuto a Grosignana (Istria) dal Maestro Agostino Di Scipio sull’uso del Kyma (sound design environment) per la composizione musicale algoritmica. Nel corso del seminario ha realizzato per Kyma la composizione “Sintesi”. Nel 2001-2002 ha collaborato con l’Accademia della musica di Zagabria come compositore presso il laboratorio di musica elettronica. Ha partecipato nel 2003 alla Biennale di Musica Contemporanea di Zagabria sia come compositore che conferenziere. Gli è stata eseguita in prima assoluta la composizione “Cifre per quartetto d’archi” per elettronica e quartetto d’archi. Ha te- nuto una conferenza dal titolo “Criticism and sound: Music for program” in occasione del Simposio Internazionale dedicato al tema “Musical constellations in the digital
age” . Nel 2005 ha composto le musiche per lo spettacolo teatrale “Requiem” su testi di A.Tabucchi, regia di A.Iovinelli, rappresentato presso l”Istituto Italiano di Cul- tura – Zagabria. Nel 2006 ha composto le musiche per lo spettacolo teatrale “Orazi e Curiazi” per la regia di A.Iovinelli realizzato in collaborazione con la filodrammatica dell’Uni- versita’ di Zagabria e l’Istituto Italiano di Cultura rappresentato sia in Croazia che in Ungheria. Dal 2007 collabora attivamente con la clavicembalista S.Majurec alla realizza- zione di alcune composizioni basate sull’improvvisazione da cui “LHE” per clavicem- balo e live eletronics.

Martedì 11 dicembre Cripta di San Domenico, ore 21

manuel carreras/danilo casti IN.STAN.T alessandro olla/signorafranca Invisible Lands

IN.STAN.T

Esplorazione dell’istante, metamorfosi in un istante, morte in un istante. Un’intera società schiava del consumo dell’istante.

Il magma di eventi che viaggiano all’unisono, saturano i canali ricettivi e percettivi, causando perdite di informazioni ineluttabili. Sia- mo forse i testimoni dell’alba di un nuovo Medioevo?

*IN.STAN.T *è una performance di suono e immagine com- posta in tempo reale, che esplora mondi sonori e visivi dal glitch al noise.

danilo casti nato nel 1979, musicista, lavora stabilmente con la compagnia OOFF.OURO dal 2000.

Ha partecipato a diversi festival, tra cui AUDIO ART 2004 – Cracovia, Crisalide – Forli, Contemporanea 2005- Prato, San- tarcangelo international festival of the arts 2007, Signal 2007-Cagliari, ha collaborato con diversi artisti in diversi ambiti.

Si occupa principalmente di live electronics e di ricerca sulle modalità di interazione tra corpo e suono. www.ooffouro.org

manuel carreras aka o00o, nato a Cagliari nel 1982, visual/graphic designer, da sempre nutre una forte passione per l’arte, la musica e le tecnologie. Fa parte dell’ensemble di improvvisazione e ricerca IN_STRU_MENTAL (inside structure mental, prodotto dall’associazione Ouroboros Teatro), collabora con Exagonal al progetto oXA (tra sperimentazione e IDM) e da qualche tempo cura le installazioni video dei principali club della scena elettronica. Alla costante ricerca di nuove relazioni tra suono e immagine, le sue performance nascono dall’unione tra programmazione, arte digitale, produzioni, manipolazioni …

Invisible Lands

è una performance A/V.

alessandro olla e il duo signorafranca inseguono le inter- connessioni possibili tra spazi sonori e spazi visivi, tra suoni elettroacustici e rumore visivo cercando di ridefinire spazi e for- me di contemplazione.

Le immagini elaborate in tempo reale da i “si- gnorafranca” vengono proiettate su piani differenti re- interpretando lo spazio.

Le musiche originali sono realizzate dal vivo in forma di semi-impro, con strumenti musicali di varia natura: elettronici, tradizionali, lap top, elettroacustici, oggetti sonori.

alessandro olla= panorami sonori signorafranca =(marcello cualbu+michele casanova)

Il duo signorafranca inizia la sua attività nel 2004 dall’incontro tra Michele Casanova e Marcello Cualbu, entrambi cagliaritani e provenienti da di- verse esperienze nei settori audio e video, l’unione si concretizza con la realizzazione di diversi liveset audio video e con la crea- zione della netlabel signorafranca.com. L’attenzione dei due performer si concen- tra da prima sull’inte- razione tra la musica concreta e il mixaggio video, per poi spazia- re tra diversi stili di musica elettronica e le performances video sviluppate grazie ai software di mixaggio video e a quelli modulari. Michele Casanova e Marcello Cualbu avviano contemporaneamente diversi progetti solisti che verranno pubblicati, insieme a gli altri produttori che si aggiungeranno in seguito, sulla loro netlabel; signorafranca.com rende ora disponibili 40 releases di produttori italiani, li- tuani e svedesi che producono diversi tipi di elettronica. E’ più recente invece la colla- borazione tra signorafranca e Alessandro Olla, insieme al quale realizzano delle perfor- mance video che interagiscono con la teatralità delle installazioni audio del musicista.

Giovedì 13 dicembre Cripta di San Domenico, ore 21

sara aresu silver_scream

simona bandino/barbara crisponi/roberto pellegrini Prospettive

ivana busu/filippo lai/roberto pellegrini Silenzio, si gira

silver_scream è una performance che attraverso la percezione sensoriale di suoni e immagini, esplora e ripropone i meccanismi dell’ormai con- solidato linguaggio audiovisivo o ne infrange le regole per proporre un’esperienza multimediale esteticamente contemporanea: pillole di “silent movies” di Buster Keaton, genio protagonista della “slap- stick comedy” americana degli anni 20, si prestano ad una sonoriz- zazione live, caratterizzata da musiche, rumori e voci, riprodotti e manipolati in tempo reale attraverso un set elettroacustico e laptop.

Il film muto, o meglio, “sordo”, si è comunque affidato alla percezione sinestesica e quindi mutlisensoriale del suo fruitore, in quanto, nonostante l’assenza di una colonna audio, ha sempre suggerito tutt’ altro che silenzio. silver_scream è un modo per ma- terializzare questa astratta dimensione dell’ ascolto, non tanto per compensare una mancanza, ma per enfatizzare il senso e talvolta offrire un significato alternativo, di una già intensa ed emozionan- te arte cinematografica, spesso messa da parte e dimenticata.

sara aresu. Nata a Cagliari nel 1977 con una naturale passione per la musica, inizia il suo percorso artistico da autodidatta con il canto facendo parte di alcune pop-rock bands con le quali si esibisce in vari concerti e festival. Successivamente sviluppa un for- te interesse per la ricerca sonora e la sperimentazione con l’ utilizzo inusuale di strumenti quali chitarra elettrica e processori analogici.

Laureandain“Musicaenuovetecnologie”pressoilConservatorio diCagliari,componebranielettroacusticiepartecipaadiversiconcertidi musica acusmatica, mentre l’attività d’improvvisazione inizia nel 2004 con il Moex Ensemble, con il quale si esibisce in interventi di sonorizza- zionearchitettonicaeperformancedimusica,teatroedanzatraiquali: “Clauriaudiencias”, sotto la guida del compositore ca- talano Victor nubla; “Aleph” (2005) presso il Santuario nuragico di Serri; “Suoni in tran-sara aresu – ivana busu/filippo lai/roberto pellegrini – simona banDino/barbara crisponi/roberto pellegrini sito” (2006, in collaborazione col Time in jazz di Berchidda) sonorizzazione di un treno in movimento.”Aleph” (2007), presso il sito prenuragico di Goni. Nel 2005 ha par- tecipato insieme a Simone Balestrazzi (Electrified Ether duo) al Lem Festival di Barcellona.

Prospettive

simona bandino e barbara crisponi, voce roberto pellegrini, percussioni

Quando siamo convinti di conoscere qualcosa occorre guardarla da un’altra prospettiva…

Parole diventano suono, note diventano emozioni, movimento diventa ritmo, respiro diventa canto..

Esplorazione delle profondità del suono, alla ricerca di un nuovo punto di vista cui guardare, per ritrovare la musica allontanandosene e riscoprirla vivendola da una nuova prospettiva.

simona bandino, nata a Cagliari nel 1974, studia canto da oltre dieci anni. Ha seguito cor- si e seminari di tecnica vocale e jazz con vari docenti, tra cui Maria Pia de Vito e Rachel Gould approfondendo lo studio della improvvisazione. Attualmente è iscritta al Corso Triennale Superiore di Jazz presso il Conservatorio di Cagliari P. da Palestrina e insegna canto presso varie scuole della provincia.

Silenzio, si gira

per voce recitante, percussioni ed elettronica

michela atzeni, voce; roberto pellegrini, percussioni; ivana busu, live electronics; filippo lai, testi

La composizione nasce e si sviluppa dal dialogo tra il soli- sta (percussionista), la voce recitante e l’elettronica. Il discorso si articola con una forma aperta ad una pluralità di moti e svi- luppi. Un viaggio alla ricerca di una o più identità. Il rapporto tra il testo e la parte musicale avviene partendo dalle immagini e dalle sensazioni che il testo stesso descrive. Immagini e suo- no cercano un momento di contatto per mezzo dell’espressione degli esecutori e dell’elettronica.

“Parla poco il poeta si è liberato delle parole, spogliato degli orpelli come il viaggiatore stanco si sbarazza a ogni tappa di un fardello superfluo.“

La musica è una costante ricerca verso la veridicità e come qualsiasi ricerca non può considerarsi mai conclusa poiché al- trimenti si trasformerebbe nuovamente in sistema impedendole ogni moto verso il futuro.

SILENZIO, SI GIRA, di filippo lai

La maggior parte degli uomini teme il silenzio, per cui quando cessa il brusio co- stante, per esempio in un ricevimento, bisogna sempre fare, dire, fischiare, cantare, tossire o mormorare qualcosa. Quello che si definisce significativamente ‘silenzio di tomba’ rende terribilmente inquieti. Perché? Vi si agitano forse i fantasmi? Non credo; in realtà si teme ciò che potrebbe venire fuori dal proprio intimo, quello cioè che abbiamo tenuto alla larga col rumore.

Carl Gustav Jung

Come vorrei preludere al silenzio, un silenzio vero. E’ forse questa la pena, l’espiazione di una colpa? Supplizio per l’omaggio di Prometeo in altro tempo? (il segreto del fuoco alla divinità violato

e donato agli uomini indifesi e muti. Muti).

La condanna ai superbi costruttori di Babele? Monadi chiuse in armature di passiva indifferenza, in abisso di vane parole immerse,

parole di sabbia, parole saturate, tirannia di stridori frastornanti, l’horror vacui colmato di elaborato bailamme, nell’etere invaso da urla erriamo a mani piene in attesa di ciò che manca. Manca.

Placati dal brusio della ciarla, dentro l’effimero linguaggio abitiamo ignari che la Storia accade nel silenzio. Tutta la Storia è storia del silenzio. Come il fluire sotterraneo dell’acqua modella le terre in superficie.

(Silenzio, dove qualcosa accade. Polifonie del non detto.)

Come marea per le scogliere la coltre del rumore ha corroso i sensi. Effervescenza della comunicazione. Schiuma…

Tutto troppo eloquente per essere vero.

** La più vera ragione è di chi tace.

Ma chi ascolta il poeta? Che patisce la parola nel tempo della sue stimmate, che scruta l’abisso ove il tutto oblia senza tema di scoprirvi il niente.

Chi sa dell’esule poeta? Dell’angoscia che ammutolisce il silenzio; del vorticante gorgo di parola vana a soffocare il grido di Sileno: stirpe miserabile ed effimera, figlio del caos e della pena… era silenzio nudo nell’arcana quiete del Nulla, fino al soffio nelle narici, e sarà silenzio nudo al consumarsi della mortale trama dell’esistenza. Come se non fossimo mai stati.

Anime che trascinano cadaveri.

Morti in incubazione.

Parla poco il poeta. si è liberato delle parole, spogliato degli orpelli come il viaggiatore stanco si sbarazza a ogni tappa di un fardello superfluo.

(Parola. Linguaggio: immagine dell’essenza. Apparenza…)

** Ma non il perfetto silenzio invoca

mentre sogna di vivere addormentato entro il dolce rumore della vita. Ché il perfetto è potenza distruttiva, la perfezione è morte,

il silenzio, talora, crimine. C’è il silenzio di morte, omertoso, e il silenzio di stupore melodioso che sa di vita: le labbra volte al gesto di un bacio che fa tremare l’anima.

(Non è forse vero che tutti i momenti più belli ci lasciano senza parole?)

Niente di mistico ed estatico, no. Solo brandelli di quotidiana assenza sospesa in feritoie sottratte alla sottomissione, nascoste alla necessità della partecipazione.

Arpocrate, dio minore, dio del silenzio silenziato dalla voce vorace del logos. Vieni a me.

Lenisci l’anima dolente per le ferite inflitte dalla quotidiana lotta per minute quote di potere.

Dalla fatica dei rapporti. Dal commercio col mondo.

Ristora la bocca impastata dalla sbornia verbifera.

Sprigionami dalle catene cacofoniche del di-scorso che scorre. Parole-stimolo. Parole-risposta…

Sfrenato e inanimato sublimare la vertiginosa angoscia.

Possa sentire, Arpocrate… il passo lento e strascicato del mio muscolo cardiaco. L’ondeggiare di una seta al vento di scirocco.

Il mio respiro ritmare il nulla.

Sentire… Sentirmi.

Sentirmi qualcosa di più di un cadavere indecomposto.

** Mi ascolto estinguere in polvere

di memoria mentre sfuma in nicotina e nichilismo l’antica chimera adolescente. Mi ascolto sentire

stanche illusioni sepolte che pulsano ancora sospese in angoli angusti della mia mente. Mi ascolto vedere

l’antica pena che empia si rinnova: triti rimpianti di gloria terrena.

Mi ascolto parlare… concatenare parole automatiche, usurate ancor prima d’essere vergate. Intrecciate in architetture scontate. Parole fuori controllo, padronanza. Non sono io a trovare loro, ma loro trovano me. Non io mi servo di loro, ma loro di me.

Non parlo. Sono parlato. Sono parlato dal linguaggio.

Sono il funzionario di un linguaggio che si parla da solo.

Interprete inerte di un ignoto ventriloquo nel teatro quotidiano.

Spettatore di me stesso, attore renitente al canovaccio. Imbalsamato personaggio e un nastro che si riavvolge senza posa su se stesso.

Non resta che tenere la scena con dignità.

(e sperare in un copione più avvincente…) Silenzio, si gira.

Ora si immagini che impresa impossibile e contro natura sia comporre la musica per una poesia, voler cioè illustrare una poesia mediante la musica, magari con l’esplicita intenzione di simboleggiare con la musica e le rappresentazioni concettuali della poesia, e di procurare così alla musica un linguaggio concet- tuale: impresa che mi sembra simile a quella di un figlio che voglia generare il proprio padre. F. Nietzsche, Frammenti postumi 1969-1974, 7[127]

I libri con cui sento di avere un debito e che, bene o male, per diversi motivi, sono andato a risfogliare durante la composizione di questo testo (o a cui addirittura alludo esplicitamente nel corso del componimento) sono i seguenti: Aristotele, Fisica, in Opere, Laterza, Bari 1973; Bernhard T., Antichi maestri, Adelphi, Milano 1992; Bibbia, Libro della Genesi: 11, 1-9, Libri sapienziali II,2, EDB, Bologna 1974; Bufalino G., Calende greche, Bompiani, Milano 1992; Celine L.F., Viaggio al termine della notte, Corbaccio, Firenze 2005 [1933]; Ceronetti G., La lanterna del filosofo, Adelphi, Milano 2005; Eschilo, Prometeo incatena- to, Utet, Torino 1987; Leopardi G., Zibaldone di pensieri, Mondatori, Milano 2004; Gentiloni F., Il silenzio della parola, Claudiana, Torino 2005; Heidegger M., In cammino verso il linguaggio, Mursia, Milano 1988; Montale E., Ossi di seppia, Mondadori, Milano 2003 [1925]; Natoli S., Stare al mondo, Feltrinelli, Milano 2002; Nietzsche F., La nascita della tragedia dallo spirito della musica, in Opere, Adelphi, Milano 1972; Penna S., Poesie, Garzanti, Milano 1957; Pirandello L., Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Giunti, Firenze 1994 [1925]; Rella F., Il silenzio e le parole, Feltrinelli, Milano 1981; Rilke R.M., Poesie (1895-1926), II Vol, Einaudi, Torino 1994-95; Rovatti P.A., L’esercizio del silenzio, Raffaello Cortina, Milano 1992; Severino E., La poesia e il nulla, Rizzoli, Milano 1992; Yourcenar M., Il tempo, grande scultore, Eianudi, Torino 1985.

Intrecci Suburbani

per voce recitante, percussioni ed elettronica

michela atzeni, voce; roberto pellegrini, percussioni; iva- na busu, live electronics

Intrecci Suburbani è un omaggio al libro Le città invisibili di Italo Calvino scritto nel 1972. Un libro, come una composizio- ne musicale, “.. è qualcosa con un principio ed una fine, è uno spazio in cui il lettore (ascoltatore) deve entrare, girare, ma- gari perdersi, ma ad un certo punto trovare una via d’uscita, o magari parecchie vie d’uscita, la possibilità d’aprirsi una strada per venirne fuori”. In Intrecci Suburbani ho cercato di interpre- tare musicalmente una lettura del testo di Calvino. È un libro di domande, che procede interrogandosi, che si lascia percorrere in direzioni divergenti e su strati sovrapposti, che si costruisce su una forma che ogni lettore può scomporre e ricomporre se- guendo il filo delle sue ragioni e dei suoi umori. Le strutture tangibili non sono altro che un’apparenza dietro la quale si cela l’incertezza, si accumulano paradossi, contraddizioni. La realtà è spesso offuscata, sottomessa alle leggi dell’indeterminazione che la rendono priva della conoscenza oggettiva. È una realtà ingannatrice in cui ogni cosa può essere il rovescio di se stessa. Dietro ad ogni città descritta da Calvino ce n’è una che non si vede ed è quella che conta. Dietro ad ogni città descritta da Calvino ce n’è una fatta di relazioni tra passato, presente e fu- turo, fatta di scambi di idee e di emozioni, di ricordi e di sogni. È il passato racchiuso nel presente. Dietro ad ogni musica ce n’è una inudibile fatta di energia, di vibrazioni, di memoria, di desideri, di legami tra lo spirito e la materia. Una musica libera dai condizionamenti della forma, del tempo, delle note, dello spazio. Non esiste una struttura musicale ma solamente ciò che essa lascia, la sensazione nel presente che è già passato. Il tempo costituisce la condizione dell’essere della musica. Tutto quello che succede durante l’esecuzione di un brano musicale accade in un momento, è un istante, un qualcosa d’evanescente, effimero e transitorio. Qui e ora. Svanisce subito. Spetta all’esecutore lasciare la traccia nella memoria di chi fruisce dell’ascolto musicale.

ivana busu nata a Dolianova (Cagliari-Sardegna) nel 1972. Ha conseguito il diplo- ma di Pianoforte e Didattica della Musica presso il Conservatorio di Musica “G. P. da Palestrina” di Cagliari. Ha ottenuto il diploma di Musica Elettronica sotto la guida del maestro Francesco Giomi, presso il Conservatorio di Parma “A.Boito”, e successiva- mente la Laurea di Specializzazione (II livello) con il maestro Elio Martusciello presso il Conservatorio di Cagliari. Con i suoi lavori ha partecipato a workshop come “Aria- Acqua-Terra-Fuoco”(CentroTempoReale-Firenze)e festivalcome“LaTerraFertile” a L’Aquila, al “Festival Futura 99” (Crest), al “Festival Ecùme” (Genova 1999), al “1° festival di musica acusmatica” (Cagliari 2004). I suoi lavori sono stati eseguiti in rassegne di musica contemporanea ed elettroacustica come “Fabbrica Europa 2005” (Firenze), “Le serate musicali” (Bologna), Cuncambias 2005 (San Sperate-Cagliari), “Vedere i suoni” (Museo Man-Nuoro), concerti del Conservatorio di Musica di Bolo- gna, Cagliari, Parma, Sassari, “Electroacustic view from Italy” (Syracuse University), “Visionaria” (video festival internazionale- Siena), “Invideo 2000” (Mostra Interna- zionale di video d’arte e ricerca- Milano), “Progetto musica 2000” (Roma). Dal 2003, insieme con altri tre compositori (M. Dibeltulu, S. Ferrari e F. Giomi) compone le musiche per l’Opera-Videogioco Iconoclast Game di Lorenzo Pizzanelli. L’opera, pre- sentata nello spazio espositivo BZF della casa editrice Vallecchi di Firenze, viene lanciata via Internet nel sito www.iconoclastgame.it. Successivamente presentata al Festival Fabbrica Europa – ex stazione Leopolda di Firenze; Biennale di Venezia on-line; Museo Guttuso – Villa Cattolica di Bagheria (PA); Accademia di Belle Arti di Palermo; Poggio Imperiale, Firenze; Daniele Ugolini Contemporary, Firenze; Stazio- ne Centrale di Santa Maria Novella – FirenzEstate 2004, Firenze; Museo d’Arte Con- temporanea, Mosca (Russia); Stazione Termini, Roma (2006); Museo Boncompagni Ludovisi, Roma (2006); Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea Shangai (Cina, 2006) Duolun Museum di Shanghai (novembre 2006). Ha ricevuto una menzione d’onore al XXII Concorso Internazionale “Luigi Russolo” 2000 (Varese). Finalista al 27° Concorso Internazionale di musica e arte sonora elettroacustica Bourges 2000 – (Francia).

michela atzeni. Attrice della compagnia “Actores Alidos” di Quartu Sant’Elena, della quale fa parte stabilmente e nella quale porta avanti quotidianamente il suo percorso di crescita artistica sotto la guida del registra Gianfranco Angei e dell’attrice Valeria Pilia, la sua formazione è in particolare legata al nome di Nikolaj Karpov (cattedra di movimento scenico presso il GITIS, l’ Accademia Statale d’Arte Drammatica di Mosca) seguendo costantemente in Italia i suoi seminari di “Movimento Scenico basati sui principi della Biomeccanica Teatrale” . Ha seguito corsi e laboratori di tea- tro e danza contemporanea con diverse compagnie sarde e con docenti internazio- nali e ha frequentato la “Scuola per l’Arte dell’Attore” diretta da Marco Parodi con sede a Cagliari presso il centro culturale La Fabbrica Illuminata: tra i docenti Giusi e Franca Devinu (canto), Rita Spadola (danza contemporanea), Marco Parodi (re- citazione), Sergio Bullegas (storia del teatro), Fulvio Fò. Attualmente è impegnata nelle tournée europee e italiane della compagnia Actores Alidos con gli spettacoli “Paristoria”, “Canti delle Donne Sarde”, “I tre Porcellini”, “Poema dell’anima assente”.

filippo lai, classe 1971, insegnante e, a tempo perso, impe- gnato a dipanare le tele dell’antichissima disciplina della Semiotica (che solo gli stolti credono inventata ieri dai padri dello strutturalismo, e che invece fu costituita non meno di duemila anni fa) nei suoi svariati intrec- ci con la Filosofia, l’Estetica e la Teoria della letteratura. Suoi interven- ti sono apparsi in rete e su periodici locali. Ha collaborato con L’Unione Sarda e insegnato Didattica speciale presso la SISS dell’Università di Cagliari. Solo recentemente ha deciso di ascoltare i consigli degli ami- ci e cimentarsi sul terreno della scrittura letteraria. Tra non molto sarà rintracciabile sul suo personale “lit-blog”: Téchnai. Godimenti estetici.

roberto pellegrini, percussionista, docente al Con- servatorio di Cagliari, ha suonato e collaborato con Mauricio Ka- gel, James Wood, Michico Hirayama, Gaston Silvestre, Giancarlo Schiaffini, Lester Bowie, Furio Di Castri, Paolo Fresu, Enrico Rava, Ralph Alessi, David Moss, Chris Speed, Mike Manieri, David Cos- sin, Peter Waters, Mark Ribot, Mark Stewart, Steve Piccolo, etc. Ha partecipato a numerosi Festival Internazionali fra cui il Festival Spazio Musica e Jazz in Sardegna (Cagliari), Summer Jazz Fe- stival (Tokyo), Ferienkurse für Neue Musik (Darmstaadt), Podewil Festival Frei Improvisierter Musik (Berlino), World Music Days (Stockholm), Deutsches Jazz Festival (Frankfurt), Tailler de Music (Barcelona), Musica sulle Bocche (Santa Teresa di Gallura), Contempora- nea (Roma), SoundRes (Lecce), La Milanesiana (Milano), etc. Ha registrato per Edipan, Il Ponte Sonoro, Il Manifesto, Digita- lis Purpurea, Tajirà. Ha vinto il primo premio al Deuxieme Tournoi Eu- ropeenn Musique Improvvisé di Poitiers (insieme a Enzo Favata e a Marcello Peghin), e al IX Concorso Musicale Internazionale S. Anna Arresi (insie- me a Massimo Ferra e Massimo Tore).

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